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correzione errore materiale sentenza civile passata in giudicato

dinanzi alle commissioni tributarie), e non denunciabile con l’impugnazione della sentenza5. Invero, una siffatta condanna è sottratta a qualunque forma di valutazione giudiziale, sicché sono configurabili i presupposti di fatto che giustificano la correzione e la relativa declaratoria necessariamente accede al decisum complessivo della controversia, senza assumere una propria autonomia sul piano formale, collegandosi l’omissione ad una mera disattenzione. ; Acone, M., Riflessioni sul rapporto tra la correzione ed i mezzi di impugnazione, ivi, 1980, 1297 ss. 391 bis c.p.c. In tal senso si è precisato, da ultimo, in giurisprudenza che il termine per l’impugnazione di una sentenza di cui è stata chiesta la correzione decorre dalla notificazione della relativa ordinanza, ex art. di evitare e impedire comportamenti che siano di ostacolo ad una sollecita definizione dello stesso: tra questi, per l’appunto, rientrano certamente quelli che si traducono in un inutile dispendio di attività processuali e formalità superflue perché non giustificate dalla struttura dialettica del processo e, in particolare, dal rispetto effettivo del principio del contraddittorio, da effettive garanzie di difesa e dal diritto alla partecipazione al processo, in condizioni di parità, dei soggetti nella cui sfera giuridica l’atto finale è destinato ad esplicare i suoi effetti. Alla Corte Suprema di Cassazione. ‒ consiste in un’erronea utilizzazione delle regole matematiche sulla base di presupposti numerici, dell’individuazione e dell’ordine delle operazioni da compiere esattamente determinati11. 11 Cfr., da ultimo, Cass., 22.11.2016, n. 23704, con la quale, di contro, si è ritenuto che l’errore di calcolo può essere denunciato con ricorso per cassazione quando sia riconducibile all’impostazione delle operazioni matematiche necessarie per ottenere un certo risultato, lamentandosi un error in iudicando nell’individuazione di parametri e criteri di conteggio. 287 c.p.c. 2 Per una ricognizione generale dell’istituto in dottrina v., ex multis, Torregrossa, G., Correzione delle sentenze (dir. Nel corso di un procedimento di correzione di errore materiale il Tribunale di L’Aquila ha sollevato questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3, 24 (co. 1 e 2) e 111 (co. 1 e 2) della nostra Carta fondamentale. 23 In tale arresto giurisprudenziale si è opportunamente ricordato come la più autorevole dottrina del passato, sul presupposto di fondo che l’errore materiale si contrappone all’errore di giudizio, aveva già affermato che «la correggibilità è in funzione dell’errore non del giudizio o della formazione del giudizio, ma della documentazione del giudizio» per pervenire alla conclusione che la correzione si arresta là dove la difformità dal modello, la deviazione dal reale, abbia determinato l’imperfezione della sentenza, ovvero la sua nullità. nella medesima decisione si è, quindi, evidenziato il carattere materiale e ricognitivo dell’operazione di liquidazione e, soprattutto, la sua connotazione in termini di obbligatorietà, siccome non involgente alcun processo concettuale di revisione o formulazione ex novo della volontà giudiziale, ma soltanto una ipotesi di divergenza manifesta e casuale tra la volontà del giudice ed il correlativo mezzo di espressione23. 287 c.p.c., secondo cui la correggibilità si sarebbe dovuta ritenere ammessa solo contro le sentenze avverso le quali non fosse stato proposto appello (il che, ora, implica che la correzione può essere richiesta al giudice che ha emesso la sentenza da emendare anche se appellata). Provvedimenti del giudice civile - sentenza - correzione L'istanza di correzione per errore materiale di un'ordinanza della S.C. è improcedibile quando il ricorrente non depositi la copia autentica del provvedimento, poiché l'art. Essa trova il suo fondamento nella scoperta dinuove circostanze che, se conosciute in precedenza, avrebbero comportato una decisione diversada quella già presa. Tuttavia, il contrasto che, in tempi più recenti, è emerso in modo più evidente si è incentrato sulla questione attinente alla ricorribilità o meno al procedimento di correzione in caso di mancata liquidazione delle spese nel dispositivo del provvedimento decisorio: esso era stato alimentato, soprattutto, dall’ordinanza n. 16959 del 201419, che aveva aperto una breccia in senso positivo in un contesto giurisprudenziale precedente nettamente contrario e ripropostosi anche dopo la pronuncia appena indicata20. ricondotta l’omissione alla mancata riproduzione nel testo della sentenza o dell’ordinanza dei requisiti previsti dalla legge ovvero al difetto di trasfusione involontaria nel dispositivo di una statuizione reiterativa di un aspetto decisionale univocamente emergente dalla motivazione, i principali esempi di tale caso di correzione sono stati rinvenuti: nella omessa indicazione di uno o più elementi formali che devono connotare l’intestazione della sentenza; nella mancata dichiarazione di contumacia di una parte non costituita; nell’omessa riproduzione delle conclusioni delle parti, a condizione che esse siano state, tuttavia, prese in considerazione dal giudice ai fini dell’emissione del provvedimento decisorio; nell’omessa liquidazione delle spese processuali in dispositivo, oggetto ‒ come già rimarcato – del più recente intervento delle Sezioni Unite (su cui infra, sub § 2.3). 287 cod. 13 V. Conclusioni. 287 c.p.c., e non ai sensi dell’art. 22 In questa ipotesi rientrava certamente l’omessa condanna dell’imputato alla refusione delle spese processuali in favore della parte civile, stante il carattere accessorio rispetto al thema decidendum della statuizione omessa e la sua previsione normativa come conseguenza obbligatoria della pronuncia sul merito della controversia per di più richiedente da parte del giudice una mera operazione tecnico-esecutiva, da svolgersi sulla base di precisi presupposti e parametri oggettivi di liquidazione dell’importo dovuto. Tuttavia, esso – grazie ad un percorso di “rivitalizzazione” riconducibile all’evoluzione della giurisprudenza di legittimità degli ultimi anni – ha conosciuto un’espansione della sua sfera di operatività (fino a non molto tempo fa forse imprevedibile), che ha consentito di recuperarne plurimi spazi di praticabilità. A questa logica di semplificazione è improntato anche il procedimento di correzione disciplinato – in linea generale ‒ dal citato art. Alice Passacqua. 156-162 c.p.c., e, in particolare, il meccanismo della cd. Detto procedimento può essere instaurato anche concordemente da tutte le parti – eventualità, questa, del tutto peculiare nel sistema del diritto processuale civile – e, quindi, definito nella forma agile del decreto; in caso di introduzione ad istanza di una sola delle parti bisogna comunque garantire l’espletamento preventivo del contraddittorio e il provvedimento conseguente – da adottarsi nella forma dell’ordinanza (e, con riferimento al citato art. civ., 1962, 568 ss. 287 c.p.c., nella sua sinteticità, ricollega le ipotesi di correzione a quelle in cui il giudice sia incorso – con riferimento alle sentenze e alle ordinanze non revocabili ‒ in omissioni o in errori materiali o di calcolo e prevede che l’iniziativa, per l’introduzione del relativo procedimento (regolato dal seguente art. La correzione degli errori materiali della sentenza L’istituto della correzione delle sentenze e delle ordinanze è stato in passato piuttosto negletto sia nell’ambito della teoria del diritto processuale civile che in quello dell’elaborazione giurisprudenziale. 395 n° 4: la SENTENZA È EFFETTO DI UN “ERRORE DI FATTO” RISULTANTE DAGLI ATTI/DOCUMENTI DELLA CAUSA (ad es. Nel disciplinare la correzione delle sentenze e delle ordinanze, il codice di procedura civile non omette di prendere in considerazione anche le ipotesi di integrazione dei provvedimenti istruttori. 287 e ss. correzione errore materiale sentenza spese legali. 395 n° 6: la SENTENZA È EFFETTO DEL DOLO DEL GIUDICE accertato con sentenza passata in giudicato. ; Consolo, C., Il processo di primo grado e le impugnazioni delle sentenze dopo la legge n. 69 del 2009, Padova, 2009, 105 ss. - attraverso una sentenza passata in giudicato nella quale il Giudice ordini al Conservatore dei Registri Immobiliari (ove è trascritta la domanda) di procedere alla cancellazione, allorché la domanda dell’attore venga rigettata o nel caso in cui il giudizio sia estinto per rinuncia o inattività delle parti. proc. proc. Esso non da luogo alla nullità della sentenza, ma trova rimedio nel procedimento di correzione, che non integra alcuna impugnazione. ____________, nato a ____________ il _________ e residente in ______________ via ________________ n. ___(C.F.__________) elettivamente domiciliato in _____________ via _______________ n. __, presso e nello studio dell'avv.__________(C. F.:___________ - fax: _________ - p.e.c. giur., 2015, 673 ss., con nota di Carrato, A., La Cassazione apre all’applicabilità del procedimento di correzione delle proprie sentenze sulle omissioni riguardanti la disciplina delle spese processuali, con postilla di Consolo, C., Porta aperta (sì, ma in ogni grado?) Esso è ora regolato ora positivamente dal sopravvenuto art. ; Tombari, G., Contributo alla dottrina della correzione delle sentenze, in Riv. proc. 2- che nel dispositivo e, precisamente, a pagina ___________, il Tribunale di __________ indicava: "_________"; 4- che, peraltro, in forza dell'oggetto del contendere e degli atti del processo ____________; Tutto ciò premesso, vista la necessità di correzione, il sig. Sono correggibili i vizi che possono essere agevolmente riconoscibili anche agli occhi dei meno esperti di diritto, essendo desumibili, senza necessità di procedere ad un esame dei fatti di causa od entrare nel merito della questione, dal testo del provvedimento, o da un raffronto tra la motivazione ed il dispositivo - vale a dire - la statuizione del giudice. ), in Enc. Il più recente corso degli interventi del giudice della nomofilachia si è venuto a caratterizzare – e in ciò si è manifestata ancor più la tendenziale flessibilità dello strumento della correzione – per un’interpretazione ragionevolmente estensiva delle categorie riconducibili agli errori materiali o alle omissioni per l’appunto correggibili. In tal caso, infatti, il giudice deve limitarsi a compiere una mera operazione tecnico-esecutiva, da eseguire sulla scorta di presupposti e parametri oggettivi (quali sono le attività processuali espletate dalla difesa della parte vincitrice e i criteri tabellari applicabili in base alle fasce di valore della specifica controversia), che non implica l’esplicazione di un’attività propriamente decisionale, bensì il mero adattamento materiale della corrispondenza del dispositivo alla motivazione in punto di spese. L’istituto della correzione delle sentenze e delle ordinanze è stato in passato piuttosto negletto sia nell’ambito della teoria del diritto processuale civile che in quello dell’elaborazione giurisprudenziale. 395, n. 4), la parte interessata può chiederne la correzione o la revocazione con ricorso ai sensi degli artt. ____________ come sopra rappresentato e difeso, che l'Ill.mo Tribunale adito voglia fissare con decreto l'udienza di discussione della causa per ivi disporre la correzione materiale della sentenza del Tribunale di ________ n.___ del _______ R.G. 2.1 Le peculiarità dell’istituto della correzione. La procedura di correzione di errore materiale, di cui agli artt. originario (oggi letter. In questo solco si è anche inserito il filone giurisprudenziale che ha delineato il regime della correggibilità (sul quale non mancano profili critici) che investe le sentenze e le ordinanze decisorie della stessa Corte di cassazione. La Corte di appello di Bologna accolse l’impugnazione, ritenendo illegittimo il ricorso alla procedura di correzione di errore materiale adottata dal Tribunale, previo rigetto di un’eccezione preliminare di tardività del gravame. Correzione materiale sentenza; Correzione materiale sentenza . In senso conforme v., in seguito, Cass., 27.7.2016, n. 15650, e Cass., 9.5.2018, n. 11215. c.p.c., da notificare entro sessanta giorni dalla notificazione della sentenza o entro un anno dalla sua pubblicazione. In termini essenziali, quindi, il procedimento in esame può essere attivato, senza che ne risultino intaccate in alcun modo le posizioni giuridiche delle parti così come già accertate nella decisione giudiziale, per emendare quegli errori che, senza implicare il riesercizio dell’attività giurisdizionale, comportino semplicemente il soddisfacimento dell’esigenza di uniformare le espressioni (per l’appunto ritenute erronee o mancanti) utilizzate nel documento-provvedimento con la decisione medesima, senza investire, in alcun modo, l’essenza dello sviluppo logico-razionale di quest’ultima. Civ., sez. In tal modo è stata riconosciuta al procedimento di correzione l’idoneità ad esplicare una funzione propriamente integrativa, che – invero – non è in linea generale assegnata dal legislatore a tale procedimento (essendo essa prevista espressamente con riferimento ai soli provvedimenti istruttori ai sensi dell’art. I profili problematici. correzione errore materiale atto di parte. 391 bis c.p.c., con l’evidenziazione del suo rapporto con l’istituto della revocazione delle stesse sentenze che risulta previsto nella medesima norma. Deroghe all'intangibilità del giudicato. In ogni caso, qualora il provvedimento inciso dalla correzione si identifichi con una sentenza dotata di contenuto decisorio sui diritti delle parti coinvolte nel giudizio, il co. 4 dello stesso art. giusto processo. Per altro verso, si è sostenuto che è altrettanto inammissibile ricorrere a siffatto procedimento allorquando il giudice, nel redigere la sentenza e in conseguenza di un mero errore di sostituzione del file informatico, ad un’epigrafe pertinente abbia fatto seguire uno «svolgimento del processo», dei «motivi della decisione» ed un dispositivo afferenti ad una diversa controversia: in tal caso, infatti, l’estensione della correzione integra il deposito di una decisione affatto distinta, la quale verrebbe interamente sostituita a quella corretta15. 289 c.p.c. ), sebbene in parte motiva il giudice abbia espresso la propria volontà di porle a carico della parte soccombente, la parte interessata deve fare ricorso alla procedura di correzione degli errori materiali di cui agli artt. 18 In senso favorevole v. 88 cod. pass. Un esempio di vera e propria correzione integrativa13 ci è stato offerto, di recente, dall’affermazione del principio in base al quale il procedimento di correzione degli errori materiali è utilizzabile anche qualora il giudice del gravame, riformando la sentenza appellata, ometta, pur esistendo in atti tutti gli elementi a ciò necessari, di ordinare la restituzione di quanto corrisposto in esecuzione di quest’ultima. 287 ovvero da errore di fatto ai sensi dell'art. Versione PDF del documento (Disposta correzione dell’errore materiale) (Riferimenti normativi: d.P.R. Trattasi senza dubbio di una tappa importante nell’evoluzione dell’interpretazione estensiva riferita all’applicabilità del procedimento di correzione che esime, in tali casi, le parti dal gravoso onere della proposizione dell’impugnazione ordinaria in un’ottica di valorizzazione del principio della ragionevole durata del processo senza scalfire quello del cd. sententia, der. In particolare ci si riferisce a quelli che non fissano l'udienza successiva o il termine entro il quale le parti devono compiere gli atti processuali. La richiesta di correzione dell'errore materiale è fatta dalle parti con ricorso e su di essa si pronuncia il medesimo giudice che ha pronunciato la sentenza o l'ordinanza cui la stessa si riferisce. 19 In Corr. Cass., 29.7.2014, n. 17221, e Cass., 7.10.2014, n. 21109. giur., 2016, 990 ss., con nota di Godio, F., La S.C. dice sì alla «correzione integrativa» anche per omessa condanna alle restituzioni da riforma della sentenza. trim. ), parere, giudizio, opinione in merito a qualche cosa: esprimere, accettare, accogliere una sentenza; mutare... Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. © Tutti i diritti riservati. Alla loro integrazione si può provvedere entro massimo sei mesi dall'udienza in cui i provvedimenti sono stati pronunciati o dalla loro notificazione o comunicazione se prescritte. – 1. 429 c.p.c. Questo innovativo indirizzo della giurisprudenza di legittimità è stato inaugurato, in modo particolarmente incisivo, con la sentenza delle Sezioni Unite n. 16037 del 201012, in virtù della quale – superandosi il precedente orientamento quasi del tutto contrario (che predicava la soluzione dell’assoggettamento necessario all’impugnazione ordinaria) – si è ritenuto che l’omessa pronuncia sull’istanza di distrazione (ma con esclusione della decisione di rigetto) va ricondotta ad una mancanza materiale e non ad un vizio di attività o di giudizio da parte del giudice (e, quindi, ad un errore percettivo di quest’ultimo); ciò in quanto la decisione positiva sulla stessa deve considerarsi obbligata – a condizione che sussista la necessaria istanza e ricorrano i relativi presupposti ‒ da parte del giudice (poiché la declaratoria di distrazione accede al decisum in senso proprio della controversia, senza caratterizzarsi per una sua autonomia formale). 8 Lo stesso Acone, M., Riflessioni sul rapporto, cit., 1347 ss., chiarisce che l’impugnazione della sentenza per le parti corrette è necessariamente rivolta alla sola ipotesi di uso illegittimo del potere di correzione, ragion per cui essa può essere indirizzata a far riscontrare la sola legittimità dell’ordinanza di correzione e, quindi, può concernere i soli casi. Inviata da angela. Cass., 12.2.2016, n. 2819, in Corr. quando il giudice incorre in una mera «svista», che abbia determinato la mancata (o inesatta) estrinsecazione di un giudizio già svolto nella parte dispositiva che sia, però, univocamente evincibile dal contesto della motivazione. Nel sign. correzione errore materiale sentenza civile passata in giudicato. Lo scopo di questo contributo è quello di delineare, in termini essenziali, lo sviluppo recente di questo processo di rivalutazione, che, da ultimo, è culminato nelle pronunce della Corte di cassazione del 2018 sui limiti di emendabilità del contrasto tra dispositivo e motivazione e, soprattutto, sull’adottabilità del procedimento di correzione in caso di omessa liquidazione delle spese nel dispositivo. n. 3986/2019. Qualificato l’errore materiale come il frutto di una discordanza fra la volontà della dichiarazione insita nel rendere la decisione e la dichiarazione così come documentata nel correlato provvedimento, chiaramente rilevabile ictu oculi e ricollegabile ad un mero lapsus calami, le esemplificazioni più ricorrenti riguardano l’imprecisa indicazione delle parti in contrasto con quanto risultante dagli atti di causa, l’inesatta indicazione di uno dei giudici componenti del collegio decidente o degli estremi del giudice monocratico e l’erronea indicazione della data di deliberazione della sentenza. P.I. Testualmente, l'articolo 287 c.p.c., con riferimento alle sentenze, limita l'operatività del procedimento a quelle "contro le quali non sia stato proposto appello", ma la Corte costituzionale, con la sentenza numero 335/2004 ha dichiarato tale dicitura costituzionalmente illegittima. 1. correzione errore materiale verbale udienza . Nazzicone) S. ENTENZA – C. ORREZIONE – E. RRORE MATERIALE – O . Su questa linea si sono collocati gli arresti della giurisprudenza di legittimità che, nell’ultimo periodo, hanno, in particolare, coinvolto i profili della divaricazione tra dispositivo e motivazione della sentenza e dell’omessa od incompleta statuizione sulle spese nel dispositivo (su cui infra, sub § 2.3), questione sulla quale la S.C., a Sezioni Unite, è intervenuta risolvendo un importante contrasto. 2. La prossima sfida a cui sarà chiamata la giurisprudenza di legittimità (nella massima composizione nomofilattica) sarà quella di chiarire in modo definitivo e tendenzialmente esaustivo i limiti di ricorribilità al procedimento di correzione nel caso di contrasto tra motivazione e dispositivo24. Militano in tal senso due ordini di considerazioni. L’errore di calcolo – emendabile ai sensi dell’art. Cass., 10.4.2018, n. 8863. La ricognizione  2. 20 Cfr. Come è noto, C. correzione integrativa. Di Palma, rel. Il procedimento di correzione, tuttavia, non si applica a tutti gli errori ma solo a quelli che il codice di rito disciplina espressamente. Il giudice dell'opposizione, infatti, e' incorso in errore materiale, avendo appellato nell'intero testo della sentenza n. 385/2003 l'opposto come «Carlo De Simone», anziche' come Carlo Di Simone, ma a questi e' precluso il ricorso al procedimento di correzione di errore materiale innanzi allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza come previsto dagli artt. 365 ss. Rimedi contro il giudicato La sentenza passata in giudicato è ormai definitiva e non può più essere messa in discussione, ma la legge fa salvi alcuni casi eccezionali . (applicabile anche nel procedimento. In senso negativo v., però, Cass., S.U., 13.5.2013, n. 11348 e, da ultimo, Cass., 12.3.2018, n. 5939. In precedenza Cass., 1.9.2017, n. 20691, aveva messo in luce come l’impugnazione (principale o incidentale) della sentenza relativamente alla parte corretta in esito al procedimento di correzione di omissioni o errori materiali o di calcolo, che a norma dell’art. 127 e 175 c.p.c.) n. 115/2002, artt. 391 bis c.p.c., rinviando alla disciplina dettata dagli artt. di Aldo Carrato - I, sentenza 12 febbraio 2016 n. 2819 (Pres. ; Marchet, B., Correzione delle sentenze, in Corr. di corrigĕre «correggere», part. civ. L'errore materiale (2)è quello che interviene non nella formazione del giudizio, ma nella semplice formazione della sentenza (si pensi alla sentenza in cui è trascritto il solo cognome di un membro della C.T.). A dirimere detto contrasto sono intervenute le Sezioni Unite con la già richiamata recente sentenza n. 16415/2018, mediante la quale è stato statuito, in modo risolutivo, il principio per cui l’omessa liquidazione delle spese giudiziali si sostanzia in un mero errore e/o omissione emendabile con la procedura di correzione ex artt. L'ordinanza con la quale la corte di merito rigetti l'istanza di correzione di un errore materiale che sia stato precedentemente riscontrato dalla corte di legittimità è impugnabile con ricorso straordinario per cassazione ex art. c.p.c. 111 Cost.) La focalizzazione  2.1 Le peculiarità dell’istituto della correzione  2.2 La casistica più ricorrente 2.3 Gli ultimi arresti della giurisprudenza di legittimità  3. 1. giudicato della sentenza. 10 V., per tutti, Torregrossa, G., Correzione delle sentenze, cit., 719. o ant. 365 ss. 3 Senza la necessità, quindi, di dover ricorrere ad accertamenti ulteriori: Acone, M., Riflessioni sul rapporto, cit., 1297, discorre, al riguardo, di «contestualità». Se nelle sentenze o nelle ordinanze è presente un errore o un'omissione di carattere materiale che non incidono sulla volontà o sul giudizio del giudice ma che sono rappresentati da sviste, disattenzioni o errori di calcolo, il nostro ordinamento pone a disposizione delle parti uno specifico rimedio, disciplinato dagli articoli 287, 288 e 289 del codice di procedura civile: il procedimento di correzione dell'errore materiale. Attraverso la revocazione, la parte può quindi ottenere una nuova valutazione del casodallo stesso giudice che si è gi… Ciò detto, deve ritenersi che i decreti di correzione di errore materiale, quantunque prodotti tardivamente e solo nella fase di opposizione, potessero consentire di accogliere la domanda di ammissione al passivo per la parte di credito qui in discussione. Sommario: 1. 287 c.p.c. Articolo 391 bis Codice di procedura civile — Correzione degli errori materiali e revocazione delle sentenze della Corte di cassazione 17 Mar Posted at 10:26h in Codice procedura civile by Avvocato.it per ottenerne la quantificazione6. art 287 cpc aggiornato. La revocazione è uno strumento che la legge mette a disposizione delle parti per impugnare sentenze pronunciate in grado di appello o in unico grado nei casi (che vedremo più avanti) indicati dall'articolo 395 del codice di procedura civile. Studiocataldi.it ): è stata così introdotta nel nostro ordinamento, per prassi giurisprudenziale, la figura della cd. Per altro verso è stato definitivamente stabilito che, a fronte della mancata liquidazione delle spese nel dispositivo della sentenza (anche se emessa ex art. civ. correzióne s. f. [dal lat. 82, 83) Il fatto. Sulla correzione dell’errore materiale Cass. 288 e caratterizzato da una connotazione di tipo amministrativo1), sia rimessa alla parte interessata da esercitarsi dinanzi allo stesso giudice che ha emesso il provvedimento da correggere2. Cass. 2)REVOCAZIONE 1)Art. dir. Correzione degli errori materiali e revocazione delle sentenze della Corte di cassazione. 287 c.p.c.) 288, co. 3, c.p.c., può essere proposta nel termine ordinario decorrente dal giorno in cui è stata notificata l’ordinanza di correzione, può avere ad oggetto solo la verifica della legittimità ed esattezza della disposta correzione e non anche il merito della sentenza impugnata; per contro, l’impugnazione della sentenza oggetto di correzione relativa al merito della sentenza va proposta, a pena di inammissibilità, nel termine ordinario decorrente dalla data della sentenza stessa e non della correzione.

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